PATOLOGIE ARTO INFERIORE

ARTROSI DEL GINOCCHIO O GONARTROSI

L'artrosi del ginocchio si definisce una patologia cronica-degenerativa perché non tende a risolversi positivamente, anzi invecchiando si va verso l'impotenza funzionale e addirittura un blocco articolare. Con la progressione della gonartrosi, l'osso reagisce con dei tentativi di riparazione e di aumento della superficie articolare, al posto della cartilagine lesionata si formano degli osteofiti cioè becchi di osso, addensamenti ossei.
E' una patologia che risente molto delle condizioni climatiche; una artrosi in fase asintomatica può ripresentarsi a causa del freddo e dell'umidità.
L'artrosi può avere un grado di evoluzione dal primo al quarto, all'inizio compare dolore solamente durante il carico, con l'evoluzione della patologia può dare dolore anche a riposo seduti o sdraiati.
Spesso il ginocchio s'infiamma e si gonfia per l'eccesso di produzione di liquido sinoviale. Durante la giornata il momento più doloroso è al mattino prima che l'articolazione si scaldi, durante la giornata tende a diminuire, ma si riacutizza dopo uno sforzo. Generalmente nei soggetti sintomatici la deambulazione diventa difficoltosa, i passi si accorciano e i pazienti zoppicano.
Il clima umido e il freddo possono far comparire un forte dolore nell'arco di poche ore, infatti chi soffre di artrosi "sente quando cambia il tempo".
I pazienti, generalmente anziani, tengono in tensione i muscoli della coscia come meccanismo spontaneo di difesa dal dolore, questo aggrava il quadro clinico perché causa contratture muscolari. Negli ultimi stadi dell'artrosi si avvertono scrosci articolari durante il movimento e il dolore diventa insopportabile.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE : TECARTERAPIA ,IONOFORESI , MAGNETOTERAPIA , LASER , ESERCIZI DI GINNASTICA SPECIFICA

SPINA O SPERONE CALCANEARE

La Spina o Sperone calcaneare è una neoformazione benigna di osso nella zona inferiore del tallone.
La spina calcaneare in sé non è dolorosa, esattamente come gli osteofiti che si formano nelle articolazioni artrosiche, inoltre il suo sviluppo è molto lento, almeno una decina di anni.
Questa formazione ossea è causata dall'infiammazione dell'inserzione della fascia plantare sul tallone (entesopatia) con conseguente deposito di sali di calcio.
A lungo termine questo accumulo di sali di ossidato di calcio a livello del tallone porta alla formazione della spina clacaneare.
Molti sportivi presentano una tallonite a causa della Spina calcaneare, in particolare chi pratica atletica leggera, calcio, basket, tennis.
La Spina è una formazione ossea con la punta verso le dita, si trova generalmente nella parte infero-mediale del calcagno, il dolore si avverte in questa zona ed è di tipo puntiforme. Durante la giornata i pazienti soffrono di più al mattino scendendo dal letto, dopo essere stati seduti per molto tempo oppure la sera dopo aver camminato molto o essere stati molto in piedi.
Il dolore viene avvertito come una fitta molto intensa che obbliga a zoppicare, ma in circa mezz'ora sparisce, per ripresentarsi alla fine di una giornata di lavoro.
Le scarpe antinfortunistiche, o con i tacchi possono intensificare i sintomi.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE : ONDA D' URTO FOCALE

FASCITE PLANTARE

La fascia plantare è una spessa aponeurosi (tessuto connettivo fibroso) detta anche legamento arcuato, che origina dal calcagno e si inserisce su tutte le falangi prossimali.
Decorre lungo la volta longitudinale interna del piede sorreggendola.
La Fascite plantare è l'infiammazione dell'origine del legamento arcuato (entesite), può avvenire per microtraumi ripetuti o per sovraccarico funzionale.
Le cause di questa patologia possono essere la retrazione del tendine d'Achille o alterazioni anatomiche come il piede piatto o cavo, retropiede valgo e piede pronato.
Se l'appoggio del piede non è corretto può causare una tensione abnorme sulla fascia plantare predispondendola all'infiammazione.
Molti sportivi soffrono di fascite, soprattutto chi pratica atletica leggera, calcio, tennis e basket.
Il dolore è pungente e può diventare insopportabile, si sente appoggiando il peso corporeo o durante il movimento di flessione dorsale del piede, ossia sollevare la punta.
Si avverte nella regione calcaneare mediale, ma nei casi più gravi può spingersi anteriormente fino alle dita del piede.
Nella prima fase gli sportivi avvertono dolore all'inizio dell'allenamento, ma i sintomi tendono a regredire dopo pochi minuti. Gli adulti o gli anziani riferiscono che i momenti peggiori sono al risveglio o dopo essere stati molto tempo seduti, poi con il passare del tempo il dolore diminuisce fino a scomparire. Generalmente i sintomi si ripresentano la sera o dopo molto lavoro in piedi.
Nella seconda fase il dolore aumenta di intensità e il tempo per attenuarsi si allunga, è necessaria mezz'ora dal risveglio o dall'inizio degli allenamenti, quindi l'attività sportiva diventa sempre più difficile. Spesso è difficile scendere le scale perché sul piede che rimane fisso si distende la fascia plantare. In posizione seduta o sdraiata non si avvertono i sintomi. E' possibile la formazione di un edema a livello del calcagno. Il dolore plantare porta ad un appoggio del piede squilibrato che può causare una postura viziata in stazione eretta e la conseguenza è la lombalgia o cervicalgia. La fascite plantare, al pari delle tendiniti, va affrontata e curata prima possibile perché se cronicizza potrebbero essere necessari alcuni mesi per guarire. Per gli sportivi è fondamentale il riposo, se si continua a gareggiare ed allenarsi si rischia di peggiorare la situazione.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE : TECARTERAPIA ,LASER  ,ULTRASUONI ,ONDA D'URTO ESERCIZI DI GINNASTICA SPECIFICA